
CLUB DEI 27
Il testamento del Maestro
Milano, 14 Maggio 1900Questo è il mio testamento.
Revoco ed annullo qualunque
siasi altra precedente mia disposizione.
Nomino ed istituisco mio Erede universale la mia cugina Maria Verdi maritata al
signor Alberto Carrara di Busseto senza obbligo di dar cauzione e di fare
inventario.
1- Lascio agli Asili Centrali della città di Genova la
somma di lire ventimila.
2- Lascio allo Stabilimento dei Rachitici della città di
Genova la somma di lire diecimila.
3- Lascio allo Stabilimento dei Sordo Muti della città di
Genova la somma di lire diecimila.
4- Lascio all’Istituto dei Ciechi di Genova la somma di
lire diecimila.
5- Lascio a Guerino Balestrieri che è al mio servizio da
molti anni la somma di lire diecimila.
6- Lascio ai domestici che
saranno da dieci anni al mio servizio la somma di lire quattromila per
ciascuno.- Agli altri domestici mille lire per ciascuno.
7- Lascio al Dottor Angiolo
Carrara di Busseto il mio orologio d’oro a ripetizione, catena d’oro e lascio
pure a suo figlio Alberto tutte le mie armi coll’armadio che le racchiude, piu’
tutti i bottoni d’oro che porto nelle camicie.
Tutti questi legati saranno pagati ed eseguiti dalla mia erede entro sei mesi
dal giorno della mia morte.
8- Lascio all’Ospedale di
Villanova d’Arda tutti i fondi del Castellazzo, cioè : Cornocchio nuovo,
Cornocchio vecchio, Cornocchietto,. Stradazza, Colombara, Casello,
Provinciale, Pergolo, Casavecchia, salvo il condotto d’acqua
che porta le acque alla Cavitella unitamente ai capitali vivi, attrezzi
rusticali, doti e scorte di fondo di cui vanno fornite le dette proprietà. La
rendita di questi fondi essendo superiore al mantenimento dell’Ospedale, ordino
che l’Amministrazione di detto Ospedale abbia a sussidiare l’Asilo Infantile di
Cortemaggiore con lire mille annue, metà ogni primo di Gennaio, metà ogni primo
di Luglio; piu’ distribuirà in perpetuo l’elemosina di lire venti per ciascuno a
cento poveri del Comune di Villanova il giorno 10 novembre di ogni anno.
9- Lascio al Monte di Pietà di
Busseto tre fondi in S. Agata denominati Cipella, Scandolaro, Casanuova,
salvo sempre il condotto che porta le acque alla Cavitella con l’onere ;
1° di
sussidiare l’Ospedale di Busseto di lire duemila annue pagabili in due rate, 1
Gennaio e 1 Luglio di ogni anno;
2° di sussidiare con mille lire in due rate
l’Istituto degli Asili Infantili di Busseto;
3° di distribuire in perpetuo
l’elemosina di lire trenta per ciascuno a cinquanta poveri del mio villaggio
nativo in Roncole il giorno 10 Novembre di ogni anno;
4° di assegnare una
pensione di lire sessanta mensili per quattro anni per ciascuno a due giovani
appartenenti l’uno al Comune di Busseto, l’altro al Comune di Villanova
sull’Arda, i quali si diano allo studio teorico-pratico dell’agricoltura ed
effettivamente vadino in una Scuola od Istituto speciale per compiere i corsi.
Compiuti i corsi, o se avvenga
che dai nominati sieno interrotti, si provvederà alle nuove nomine.
Qualora poi
una parte, o tutta la pensione, ossia la somma di queste due pensioni non fosse
erogata per mancanza di apiranti, il piu’ sarà impiegato in altre elemosine ai
poveri dei Comuni di Busseto e di Villanova sull’Arda, nella misura a tempo
indicata sopra pei poveri delle Roncole.
10- Lascio particolarmente alla
Carolina Uttini, il piccolo fondo denominato la Pavesa nel
villaggio di Bersano di Besenzone: fondo di cui la suddetta Carolina Uttini gode
il prodotto da molti anni.
11- Lascio ai miei parenti
discendenti dai fratelli e sorelle del fu mio padre Carlo Verdi, ed ai
discendenti dai fratelli e sorelle della fu mia madre Luigia Uttini, ai quali
nel giorno della mia morte in caso di successione intestata spetterebbe una
quota della mia eredità, lascio, ripeto, i fondi di Piantadoro, e cioè :
due are Casavecchia, due are Casanuova, Stradello Casavecchia,
Stradello Casanuova, Pecorara, Casello, Canale, Colombarolo, Palazzina,
unitamente al grosso fondo con grande casa colonica così detta del Bosco
coi rispettivi terreni e tutti i capitali vivi, attrezzi rusticani, doti
e scorte di fondi di cui va fornito il detto latifondo Piantadoro.
12- Lascio alla Barberina
Strepponi, mia cognata, dimorante a Cremona, vita natural durante l’usufrutto
del fondo denominato Canale, dell’estensione di circa centodiciotto
biolche, da me comperato dal signor Pedrini Francesco di Cortemaggiore con
rogito Dott. Carrara Angelo di Busseto, e lego la proprietà del fondo stesso
alla signora Peppina Carrara maritata Italo Ricci, figlia primogenita della
Maria Verdi maritata con Alberto Carrara. Nel caso che questa disposizione non
potesse aver effetto, il fondo apparterrà alla mia Erede universale.
13- Lascio al Comune di
Villanova sull’Arda lo stabile dell’Ospedale da me costrutto e poca terra
annessa con tutti gli effetti e gli oggetti che vi si trovano, ed obbligo il
Comune di Villanova di rispettare la locazione degli stabili a lui legati,
passata fra me ed Alberto Carrara di Busseto con privata scrittura in data 6
Novembre1888, debitamente autenticata dal Notaio Bavagnoli.
14- Lascio all’Opera Pia Casa
di Riposo per Musicisti, eretta in Ente Morale con Decreto 31 Dicembre
1899, oltre lo stabile da me fatto costruire in Milano, Piazzale Michelangelo
Buonarroti, e di cui all’istromento 16 Dicembre 1899 a rogito Dott. Stefano
Allocchio:
1°- lire cinquantamila di Rendita Italiana consolidata
attualmente a me intestata su certificati N. quattro,
2°- lire venticinquemila di Rendita Italiana al portatore;
3°- Tutti i diritti d’autore sia in Italia che all’Estero di
tutte le mie opere comprese tutte le partecipazioni a me spettanti in dipendenza
dei relativi contratti di cessione. Di tali proventi il Consiglio
d’Amministrazione non potrà disporre che della somma di lire cinquemila annue
per i primi dieci ani, e ciò allo scopo di formare col residuo un capitale in
aumento del patrimonio dell’Opera Pia;
4°- il credito di lire due cecentomila verso la Ditta G.
Ricordi & C. di Milano sul quale viene ora corrisposto l’interesse del 4% annuo
a tenore della convenzione ora in corso;
5°- la somma che venisse eventualmente restituita dal
Municipio di Milano a termine del contratto di acquisto del terreno nel cimitero
Monumentale di Milano fatto amezzo del mio avvocato Umberto Campanari;
6°- lascio alla detta Casa di Riposo per Musicisti il
Pianoforte grande, formato Erard, che trovasi nel mio appartamento a Genova, la
mia spinetta che trovasi a Sant’Agata, le mie decorazioni, i miei ricordi
artistici, i quadri indicati con lettera speciale alla mia Erede, e tutto quanto
la stessa mia Erede crederà opportuno lasciare per essere conservato in una sala
del medesimo Istituto.
15- Lascio al contadino Basilio
Pizzola che lavora da molti anni nel mio giardino di S. Agata, la somma di lire
tremila da pagarsi subito dopo la mia morte.
16- Lascio al cameriere Gaiani
Giuseppe ed alla Teresa Nepoti per i loro premurosi servigi prestati, lire
quattromila per ciascuno, quantunque non abbiano compiuti dieci anni di
servizio.
17- Lascio alla Giovanna vedova
Macchiavelli lire quattromila oltre l’uso della casa sua vita natural durante.
18- Lascio ad Alessandro
Macchiavelli , figlio di detta Giovanna, lire mille.
19- Lascio a Marcellina
Macchiavelli, figlia di detta Giovanna, lire mille.
20- Lascio alle altre sorelle,
anzi due sorelle, Geltrude e Vittoria Macchiavelli, lire cinquecento per
ciascuna.
Faccio obbligo alla mia Erede di
pagare i legati come sopra entro sei mesi dalla mia morte, e di consegnare i
titoli disposti a favore della casa di Riposo per Musicisti subito dopo la mia
morte.
Esprimo il mio vivo desiderio di
essere sepolto in Milano con mia moglie nell’Oratorio che verrà costruito nella
casa di Riposo per Musicisti da me fondato.
Qualora non venisse assecondato
il desiderio da me espresso, dispongo acciocchè abbia ad erigersi un monumento
sull’area da me acquistata nel cimitero Monumentale di Milano , a mezzo
dell’avvocato Umberto Campanari, ed ove non venisse ulteriormente disposto, la
somma necessaria sara’ pagata dalla mia Erede.
Però detta somma non dovrà
sorpassare le lire ventimila.
Nomino come miei Esecutori
testamentari il Signor Dottor Angiolo Carrara di Busseto, e suo figlio Alberto
Carrara, ai quali lascio la somma di lire cinquemila cadauno.
Prego i miei Esecutori testamentari di rivolgersi per tutto
quanto riguarda l’esecuzione di questo mio testamento all’avvocato Umberto
Campanari di Milano.
Faccio obbligo alla mia Erede di conservare il giardino e
la mia casa in S. Agata nello stato in cui ora si trova, pregandola di voler
mantenere nello stato attuale tutti i prati che attorniano il giardino.
Tale obbligo viene anche fatto ai suoi Eredi od aventi
causa.
Ordino che i miei funerali, sieno modestissimi e sieno
fatti allo spuntar del giorno, o all’Ave Maria di sera senza canti e suoni.
Non voglio nessuna partecipazione della mia morte colle
solite formole.
Si distribuiranno ai poveri del Villaggio di S.Agata lire
mille nel giorno dopo la mia morte.
Milano, 14 maggio 1900
Firmato: G. VERDI