Nabucco

Dramma lirico in quattro parti di Temistocle Solera
Da "Nabucodonosor" dramma di Anicèt Bourgeois e Francis Cornue (1836)

Prima rappresentazione: Teatro alla Scala di Milano il 9 marzo 1842

Prima rappresentazione a Parma: 17 aprile 1842
 

 

Nabucodonosor, re di Babilona, Baritono
Ismaele, nipote di Sedecia re di Gerusalemme, Tenore
Zaccaria, gran pontefice degli Ebrei, Basso
Abigaille, schiava creduta figlia primogenita di Nabucodonosor, Soprano
Fenena, figlia di Nabucodonosor, Soprano
Il Gran Sacerdote di Belo, Basso
Abdallo, vecchio ufficiale del re di Babilonia, Tenore
Anna, sorella di Zaccaria, Soprano
Coro, Soldati Babilonesi, Soldati Ebrei, Leviti, Vergini Ebree, Donne Babilonesi, Magi, Grandi del regno di Babilonia, Popolo, ecc.

Nella prima parte la scena fingesi a Gerusalemme, nelle altre a Babilonia.









Così ha detto il Signore: "Ecco, io do questa città in mano del re di Babilonia; egli l'arderà col fuoco". (Geremia XXXII)
PARTE PRIMA
SCENA I
Gerusalemme: interno del tempio di Salomone.
Ebrei, Leviti e Vergini ebree.

TUTTI:
Gli arredi festivi giù cadano infranti,
il popol di Giuda di lutto s'ammanti!
Ministro dell'ira del Nume sdegnato
il rege d'Assiria su noi già piombò!
Di barbare schiere l'atroce ululato
nel santo delùbro del Nume tuonò!

LEVITI:
I candidi veli, fanciulle, squarciate,
le supplici braccia gridando levate;
d'un labbro innocente la viva preghiera
è dolce profumo che sale al Signor.
Pregate, fanciulle!...
In voi della fiera falange
nemica s'acqueti il furor!
(Tutti si prostrano a terra)

VERGINI:
Gran Nume, che voli sull'ale dei venti,
che il folgor sprigioni dai nembi frementi,
disperdi, distruggi d'Assiria le schiere,
di David la figlia ritorna al gioir!
Peccammo!...
Ma in cielo le nostre preghiere
ottengan pietade, perdono al fallir!...

TUTTI:
Deh! l'empio non gridi,
con baldo blasfema

EBREI E LEVITI:
"Il Dio d'Israello si cela per tema?"

TUTTI:
Non far che i tuoi figli divengano preda
d'un folle che sprezza l'eterno poter!
non far che sul trono davidico sieda
fra gl'idoli stolti l'assiro stranier!
(Si alzano)

PARTE PRIMA
SCENA II
Zaccaria, Fenena, Anna, e detti.

ZACCARIA:
(tenendo per mano Fenena)
Sperate, o figli!
Iddio del suo poter die' segno;
Ei trasse in poter mio un prezioso pegno;
(additando Fenena)
del re nemico prole pace apportar ci può.

TUTTI:
Di lieto giorno un sole
forse per noi spuntò!

ZACCARIA:
Freno al timor! v'affidi
d'Iddio l'eterna aita.
D'Egitto là sui lidi
Egli a Mosè die' vita;
di Gedeone i cento invitti
Ei rese un dì...
Chi nell'estremo evento
fidando in Lui perì?

TUTTI:
Di lieto giorno ecc.

ZACCARIA:
Freno al timor! ecc.
Chi nell'estremo ecc.

TUTTI:
Oh quai gridi!

PARTE PRIMA
SCENA III
Ismaele (con alcuni Guerrieri ebrei), e detti.

ISMAELE:
Furibondo dell'Assiria il re s'avanza;
par ch'ei sfidi intero il mondo
nella fiera sua baldanza!

EBREI E LEVITI:
Pria la vita...

ZACCARIA:
Forse fine vorrà il cielo all'empio ardire:
di Sïon sulle ruine lo stranier non poserà.
(consegnando Fenena ad Ismaele)
Quella prima fra le Assire a te fido.

TUTTI:
Oh Dio, pietà!

ZACCARIA:
Come notte a sol fulgente,
come polve in preda al vento,
sparirai nel gran cimento,
dio di Belo menzogner.
Tu, d'Abramo Iddio possente,
a pugnar con noi discendi;
ne' tuoi servi un soffio accendi
che sia morte allo stranier.

TUTTI:
Come notte ecc.

ZACCARIA:
Come notte ecc.
(Escono tutti, meno Fenena ed Ismaele)

PARTE PRIMA
SCENA IV
Ismaele e Fenena.

ISMAELE:
Fenena!!...
O mia diletta!

FENENA:
Nel dì della vendetta
chi mai d'amor parlò?

ISMAELE:
Misera!oh come più bella or fulgi
agli occhi miei d'allora
che in Babilonia ambasciador
di Giuda io venni!
Me traevi dalla prigion
con tuo grave periglio,
né ti commosse l'invido
e crudele vigilar di tua suora,
che me d'amor furente perseguitò!...

FENENA:
Deh! che rimembri!...
Schiava or qui son io!...

ISMAELE:
Ma schiuderti il cammino io voglio a libertà!

FENENA:
Misero!...
Infrangi ora un sacro dover!

ISMAELE:
Vieni!...
Tu pure l'infrangevi per me...
Vieni! il mio petto a te la strada
schiuderà fra mille...

PARTE PRIMA
SCENA V
Abigaille (con alcuni Guerrieri), e detti. Mentre Ismaele fa per aprire una porta segreta, entra colla spada in mano Abigaille, seguìta da alcuni Guerrieri babilonesi celati in ebraiche vesti

ABIGAILLE:
Guerrieri, è preso il tempio!...

FENENA E ISMAELE:
(atterriti)
Abigaille!!...
(Abigaille s'arresta improvvisamente nell'accorgersi dei due amanti, indi con amaro sogghigno dice ad Ismaele:)

ABIGAILLE:
Prode guerrier!
d'amore conosci tu sol l'armi?
(a Fenena)
D'assira donna in core
empia tal fiamma or parmi!
(con ira)
Qual Dio vi salva?
Talamo la tomba a voi sarà...
di mia vendetta il fulmine
su voi sospeso è già!
(Dopo breve pausa prende per mano Ismaele e gli dice sottovoce)
Io t'amava!...
il regno e il core
pel tuo core io dato avrei!
Una furia è quest'amore,
vita o morte ei ti può dar.
Ah! se m'ami, ancor potrei
il tuo popol salvar!

ISMAELE:
Ah no!... la vita io t'abbandono,
ma il mio core nol poss'io;
di mia sorte io lieto sono,
io per me non so tremar.
Ma ti possa il pianto mio
pel mio popolo parlar.

FENENA:
Ah! già t'invoco, già ti sento,
Dio verace d'Israello:
non per me nel fier cimento
ti commova il mio pregar.
Oh proteggi il mio fratello,
e me danna a lagrimar!

ABIGAILLE:
Io t'amava ecc.

ISMAELE:
Ma ti possa ecc.

PARTE PRIMA
SCENA VI
Donne, Uomini ebrei, Leviti, Guerrieri che a parte a parte entrano nel tempio non abbadando ai suddetti, indi Zaccaria ed Anna.

DONNE EBREE:
(entrando precipitosamente)
Lo vedeste?...
Fulminando egli irrompe nella folta!

VECCHI EBREI:
Sanguinoso ergendo il brando
egli giunge a questa volta!

LEVITI:
(che sorvengono)
De' guerrieri invano il petto
s'offre scudo al tempio santo!

DONNE:
Dall'Eterno è maledetto
il pregare, il nostro pianto!

DONNE, LEVITI E VECCHI:
Oh felice chi morì
pria che fosse questo dì!

GUERRIERI EBREI:
(entrando, disarmati)
Ecco il rege! sul destriero
verso il tempio s'incammina,
come turbine che nero
tragge ovunque la ruina.

ZACCARIA:
(entrando precipitoso)
Oh baldanza!...
né discende dal feroce corridor!

TUTTI:
Ahi sventura!
chi difende ora il tempio del Signor?

ABIGAILLE:
(s'avanza co' suoi Guerrieri travestiti e grida)
Viva Nabucco!
(Grida nell'interno)

VOCI:
Viva!

ZACCARIA:
(ad Ismaele)
Chi il passo agl'empi apriva?

ISMAELE:
(additando i Babilonesi travestiti)
Mentita veste!...

ABIGAILLE:
È vano l'orgoglio...
il re s'avanza!

PARTE PRIMA
SCENA VII
Irrompono nel tempio e si spargono per tutta la scena i Guerrieri babilonesi. Nabucco presentasi sul limitare del tempio a cavallo.

ZACCARIA:
Che tenti?...
(opponendosi a Nabucco)
Oh trema, insano!
Questa è di Dio la stanza!

NABUCCO:
Di Dio che parli?

ZACCARIA:
(corre ad impadronirsi di Fenena, e alzando verso di lei un pugnale grida a Nabucco)
Pria che tu profani il tempio,
della tua figlia scempio
questo pugnal farà!
(Nabucco scende da cavallo)

NABUCCO:
(da sé)
(Si finga, e l'ira mia più forte scoppierà.
Tremin gl'insani del mio furore!
vittime tutti cadranno omai!...
In mar di sangue fra pianti e lai
l'empia Sïonne scorrer dovrà!)

FENENA:
Padre, pietade ti parli al core!
vicina a morte per te qui sono!
Sugl'infelici scenda il perdono,
e la tua figlia salva sarà!

ABIGAILLE:
(L'impeto acqueta del mio furore
nuova speranza che a me risplende;
colei, che il solo mio ben contende,
sacra a vendetta forse cadrà!)

ISMAELE, ZACCARIA ED EBREI:
(Tu che a tuo senno de' regi il core volgi,
o gran Nume, soccorri a noi,
china lo sguardo su' figli tuoi,
che a rie catene s'apprestan già!)

NABUCCO:
L'empia Sïonne ecc.
In mar di sangue ecc.
O vinti, il capo a terra!
Il vincitor son io.
Ben l'ho chiamato in guerra,
ma venne il vostro Dio?
Tema ha di me: resistermi,
stolti, chi mai potrà?

ZACCARIA:
(alzando il pugnale su Fenena)
Iniquo, mira! vittima
costei primiera io sveno:
sete hai di sangue?
versilo della tua figlia il seno!

NABUCCO:
Ferma!

ZACCARIA:
(per ferire)
No, pèra!

ISMAELE:
(ferma improvvisamente il pugnale, e Fenena corre nelle braccia del padre)
Misera, l'amor ti salverà!

NABUCCO:
(con gioia feroce)
Mio furor, non più costretto,
fa' dei vinti atroce scempio;
(ai Babilonesi)
saccheggiate, ardete il tempio,
fia delitto la pietà!
Delle madri invano il petto
scudo ai pargoli sarà.

ABIGAILLE:
Questo popol maledetto
sarà tolto dalla terra,
ma l'amor che mi fa guerra
forse allor s'estinguerà?
Se del cor nol può l'affetto,
pago l'odio almen sarà!

ANNA, FENENA ED ISMAELE:
Sciagurato, ardente affetto
sul suo/mio ciglio un velo stese!
Ah l'amor che sì lo/mi accese
lui/me d'obbrobrio coprirà!
Deh non venga maledetto
l'infelice, per pietà!

ZACCARIA ED EBREI:
Dalle genti sei rejetto,
di fratelli traditore!
il tuo nome dèsti orrore,
fia l'obbrobrio d'ogni età!
"Oh fuggite il maledetto",
terra e cielo griderà!

NABUCCO:
Saccheggiate ecc.

L'empio Ecco...! il turbo del Signore è uscito fuori, cadrà sul capo dell'empio. Geremia XXX
PARTE SECONDA
SCENA I
Appartamenti nella Reggia Abigaille

ABIGAILLE:
(esce con impeto, avendo una carta fra le mani)
Ben io t'invenni, o fatal scritto!...
in seno mal ti celava il rege,
onde a me fosse di scorno!...
Prole Abigail di schiavi!
Ebben!... sia tale!
Di Nabucco figlia,
qual l'Assiro mi crede,
che sono io qui?...
peggior che schiava!
Il trono affida il rege
alla minor Fenena,
mentr'ei fra l'armi
a sterminar Giudea
l'animo intende!...
Me gli amori altrui
invia dal campo a qui mirar!...
Oh iniqui tutti, e più folli ancor!...
d'Abigaille mal conoscete il core...
Su tutti il mio furore
piombar vedrete!...
Ah sì! cada Fenena...
il finto padre!... il regno!...
Su me stessa rovina, o fatal sdegno!
Anch'io dischiuso un giorno
ebbi alla gioia il core;
tutto parlarmi intorno
udia di santo amore;
piangeva all'altrui pianto,
soffria degli altri al duol;
ah! chi del perduto incanto
mi torna un giorno sol?

PARTE SECONDA
SCENA II
Il Gran Sacerdote di Belo, Magi, Grandi del Regno, e detta.

ABIGAILLE:
Chi s'avanza?

GRAN SACERDOTE:
(agitato)
Orrenda scena s'è
mostrata agl'occhi miei!

ABIGAILLE:
Oh! che narri?...

GRAN SACERDOTE:
Empia è Fenena,
manda liberi gli Ebrei;...

ABIGAILLE:
Oh!...

GRAN SACERDOTE:
... questa turba maledetta
chi frenare omai potrà?
Il potere a te s'aspetta...

ABIGAILLE:
(vivamente)
Come?

GRAN SACERDOTE:
Il tutto è pronto già.

GRAN SACERDOTE, MAGI E GRANDI DEL REGNO:
Noi già sparso abbiamo fama
come il re cadesse in guerra...
te regina il popol chiama
a salvar l'assiria terra.
Solo un passo...è tua la sorte!
Abbi cor!...

ABIGAILLE:
(al Gran Sacerdote)
Son tuo! va'!...
Oh fedel, di te men forte
questa donna non sarà!...
Salgo già del trono aurato
lo sgabello insanguinato;
ben saprà la mia vendetta
da quel seggio fulminar.
Che lo scettro a me s'aspetta
tutti i popoli vedranno,
ah! regie figlie qui verranno
l'umil schiava a supplicar.

GRAN SACERDOTE, MAGI E GRANDI DEL REGNO:
E di Belo la vendetta
con la tua saprà tuonar.

ABIGAILLE:
Salgo già ecc.

GRAN SACERDOTE, MAGI E GRANDI DEL REGNO:
E di Belo ecc.

PARTE SECONDA
SCENA III
Sala nella Reggia che risponde nel fondo ad altre sale. A destra una porta che conduce ad una galleria, a sinistra altra porta che comunica cogli appartamenti della Reggente. È sera. La sala è illuminata da una lampada. Zaccaria

ZACCARIA:
(esce con un Levita che porta la tavola della Legge)
Vieni, o Levita! ... Il santo codice reca!
Di novel portento me vuol ministro Iddio!...
Me servo manda, per gloria d'Israele,
le tenebre a squarciar d'un'infedele.
Tu sul labbro de' veggenti fulminasti,
o sommo Iddio!
All'Assiria in forti accenti
parla or tu col labbro mio!
E di canti a te sacrati
ogni tempio suonerà;
sovra gl'idoli spezzati
la tua Legge sorgerà.
(Entra col Levita negli appartamenti di Fenena)

PARTE SECONDA
SCENA IV

Leviti, che vengono cautamente dalla porta a destra, indi Ismaele che si presenta dal fondo.

LEVITI:
Che si vuol? chi mai ci chiama
or di notte in dubbio loco?

ISMAELE:
Il Pontefice vi brama...

LEVITI:
Ismael!!!

ISMAELE:
Fratelli!

LEVITI:
Orror!!! Fuggi!... va'!

ISMAELE:
Pietade invoco!

LEVITI:
Maledetto dal Signor!
Il maledetto non ha fratelli...
non v'ha mortale che a lui favelli!
Ovunque sorge duro lamento
all'empie orecchie lo porta il vento!
Sulla sua fronte come baleno
fulge il divino marchio fatal!
Invano al labbro presta il veleno,
invano al core vibra il pugnal!

ISMAELE:
(con disperazione)
Per amor del Dio vivente
dall'anàtema cessate!
Il terror mi fa demente!
Oh! la morte per pietà!

LEVITI:
Il maledetto ecc.

ISMAELE:
Cessate!
Ah! Ah! la morte ecc.

PARTE SECONDA
SCENA V
Fenena, Anna, Zaccaria ed il Levita che porta la tavola della Legge.

ANNA:
Oh fratelli, perdonate!
Un'ebrea salvata egli ha.

LEVITI:
Oh! che narri?

ZACCARIA:
Inni levate all'Eterno!...
È verità!

FENENA:
Ma qual sorge tumulto!

ISMAELE, ZACCARIA E LEVITI:
Oh! ciel! che fia!

PARTE SECONDA
SCENA VI
Il vecchio Abdallo, e detti.

ABDALLO:
(tutto affannoso)
Donna regal!...
Deh fuggi!...
infausto grido annunzia
del mio re la morte!

FENENA:
Oh padre!

ABDALLO:
Fuggi!...
Il popolo or chiama Abigaille,
e costoro condanna.

FENENA:
Oh che più tardo?...
Io qui star non mi deggio!...
In mezzo agli empi ribelli correrò...

ISMAELE, ABDALLO, ZACCARIA E LEVITI:
Ferma!
Oh sventura!

PARTE SECONDA
SCENA VII
Il Gran Sacerdote di Belo, Abigaille, Grandi, Magi, Popolo, Donne babilonesi.

GRAN SACERDOTE:
Gloria ad Abigaille!
Morte agli Ebrei!

ABIGAILLE:
(a Fenena)
Quella corona or rendi!

FENENA:
Pria morirò...

PARTE SECONDA
SCENA VIII
Nabucco, il quale si è aperta la via in mezzo allo scompiglio, si getta fra Abigaille e Fenena; prende la corona, e postasela in fronte grida ad Abigaille

NABUCCO:
Dal capo mio la prendi!
(Terrore generale)

TUTTI:
S'appressan gl'istanti d'un'ira fatale;
sui muti sembianti già piomba il terror!
le folgori intorno già schiudono l'ale!...
apprestano un giorno di lutto e squallor!

NABUCCO:
S'oda or me!...
Babilonesi, getto a terra il vostro Dio!
Traditori egli v'ha resi, volle tôrvi al poter mio;
cadde il vostro, o stolti Ebrei,
combattendo contro me.
Ascoltate i detti miei...
V'è un sol Nume... il vostro re!

FENENA:
(atterrita)
Cielo!

GRAN SACERDOTE:
Che intesi!...

ZACCARIA E LEVITI:
Ahi stolto!...

GUERRIERI:
Nabucco viva!

NABUCCO:
Il volto a terra omai chinate!
me Nume, me adorate!

ZACCARIA:
Insano! a terra, a terra
cada il tuo pazzo orgoglio...
Iddio pel crin t'afferra,
già ti rapisce il soglio...

NABUCCO:
E tanto ardisci?
(ai Guerrieri)
O fidi,
a piè del simulacro
quel vecchio omai si guidi,
ei pèra col suo popolo...

FENENA:
Ebrea con lor morrò.

NABUCCO:
(furibondo)
Tu menti!...
O iniqua, pròstrati
al simulacro mio!

FENENA:
Io sono ebrea!

NABUCCO:
(prendendola pel braccio)
Giù! pròstrati!...
non son più re, son Dio!!
(Il fulmine scoppia vicino al re; Nabucco pare sospinto da una forza sopranaturale; stravolge gli occhi, e la follia appare in tutti i suoi lineamenti. A tanto scompiglio succede un profondo silenzio)

TUTTI:
(eccetto Nabucco)
Oh come il cielo vindice l'audace fulminò!

NABUCCO:
Chi mi toglie il regio scettro?...
Qual m'incalza orrendo spettro?...
Chi pel crine, ohimè, m'afferra?...
chi mi stringe?... chi m'atterra?
chi? chi?...
Oh! mia figlia!... e tu pur anco
non soccorri al debil fianco?...
Ah fantasmi ho sol presenti...
hanno acciar di fiamme ardenti!
E di sangue il ciel vermiglio
sul mio capo si versò!
Ah! perché, perché sul ciglio
una lagrima spuntò?
Chi mi regge?... io manco!...

ZACCARIA:
Il cielo ha punito il vantator!

ABIGAILLE:
(raccogliendo la corona caduta dal capo di Nabucco)
Ma del popolo di Belo

non fia spento lo splendor!