Aida
Melodramma in quattro atti di Antonio Ghislanzoni
Progetto di Camille Du Locle, soggetto di Auguste Mariette Bey (1868)
Prima rappresentazione: Teatro dell'Opera del Cairo il 24 dicembre 1871
Prima rappresentazione in Italia: Teatro alla Scala di Milano l'8 febbraio 1872
Prima rappresentazione a Parma: 20 aprile 1872
Personaggi:
Aida, Schiava etiope, Soprano
Radamès, Capitano della guardie, Tenore
Amneris, Figlia del Re, Mezzo-soprano
Amonasro, Re d'Etiopia e padre d'Aida, Baritono
Ramfis, Capo dei Sacerdoti, Basso
Il Re, Padre d'Amneris, Basso
Sacerdotessa, Soprano
Un messaggero, Tenore
Sacerdoti, Sacerdotesse, Ministri, Soldati, Capitani, Funzionari, Schiavi
e Prigionieri etiopi, Popolo egizio - Comparse,
L'azione ha luogo a Menfi e Tebe, all'epoca della potenza dei Faraoni.
ATTO I
SCENA I
Sala nel palazzo del Re a Menfi
A destra e a sinistra, un colonnato con statue e arbusti in fiore.
Grande porta nel fondo, da cui si scorgono i templi, i palazzi di Menfi e le
Piramidi.
Radamès e Ramfis
RAMFIS:
Sì: corre voce che l'Etiope ardisca
Sfidarci ancora, e del Nilo la valle
E Tebe minacciar. Fra breve un messo
Recherà il ver.
RADAMÈS:
La sacra
Iside consultasti?
RAMFIS:
Ella ha nomato
Dell'Egizie falangi
Il condottier supremo.
RADAMÈS:
Oh lui felice!
RAMFIS:
(con intenzione, fissando Radamès)
Giovane e prode è desso. Ora del Nume
Reco i decreti al Re.
(Esce)
RADAMÈS:
Se quel guerrier
io fossi! se il mio sogno
S'avverasse!... Un esercito di prodi
Da me guidato... e la vittoria... e il plauso
Di Menfi tutta! E a te, mia dolce Aida,
Tornar di lauri cinto...
Dirti: per te ho pugnato, per to ho vinto!
Celeste Aida, forma divina.
Mistico serto di luce e fior,
Del mio pensiero tu sei regina,
Tu di mia vita sei lo splendor.
Il tuo bel cielo vorrei redarti,
Le dolci brezze del patrio suol;
Un regal serta sul crin posarti,
Ergerti un trono vicino al sol.
Celeste Aida, forma divina,
Mistico raggio di luce e fior, ecc.
(Entra Amneris)
AMNERIS:
Quale insolita gioia
Nel tuo sguardo! Di quale
Nobil fierezza ti balena il volto!
Degna d'invidia, oh! quanto
Saria la donna il cui bramato aspetto
Tanta luce di gaudio in te destasse!
RADAMÈS:
D'un sogno avventuroso
Si beava il mio cuore. Oggi, la Diva
Profferse il nome del guerrier che al campo
Le schiere egizie condurrà... Ah! s'io fossi
A tal onor prescelto.
AMNERIS:
Nè un altro sogno mai
Più gentil... più soave
Al core ti parl`o? Non hai tu in Menfi
Desideri... speranze?
RADAMÈS:
Io! (Quale inchiesta!
Forse... l'arcano amore
Scoprì che m'arde in core...
Della sua schiava il nome
Mi lesse nel pensier!)
AMNERIS:
(Oh! guai se un altro amore
Ardesse a lui nel core!
Guai se il mio sguardo penetra
Questo fatal mister!
RADAMÈS:
(Forse mi lesse nel pensier!)
(vedendo Aida che entra)
Dessa!
AMNERIS:
(Ei si turba... e quale
Sguardo rivolse a lei!
Aida!... A me rivale
Forse saria costei?)
(volgendosi ad Aida)
Vieni, o diletta, appressati,
Schiava non sei nè ancella,
Qui, dove in dolce fascino
Io ti chiamai sorella...
Piangi? Delle tue lacrime
Svela il segreto a me.
AIDA:
Ohimè! di guerra fremere
L'atroce grido io sento,
Per l'infelice patria,
Per me... per voi pavento.
AMNERIS:
Favelli il ver? N'e s'agita
Più grave cura in te?
Trema, o rea schiava!
RADAMÈS:
(guardando Amneris)
Nel volto a lei balena..
AMNERIS:
Ah! Trema, rea schiava, trema!
RADAMÈS:
Lo sdegno ed il sospetto
AMNERIS:
Ch'io nel tuo cor discenda!
RADAMÈS:
Guai se l'arcano affetto
A noi leggesse in core!
AMNERIS:
Trema che il ver m'apprenda
Quel pianto e quel rossor!
RADAMÈS:
Guai se leggesse in cor!
AIDA:
Ah! -no, sulla mia patria
Non geme il cor soltanto;
Quello ch'io verso è pianto
Di sverturato amor!
RADAMÈS:
nel volto a lei balena
Lo sdegno ed il sospetto.
Guai se l'arcano affetto
A noi leggesse in cor!
AMNERIS:
Rea schiava, trema!
Ch'io nel tuo cor discenda!
Ah! trema che il ver m'apprenda
Quel pianto e quel rossor!
(Il Re, preceduto dalle sue Guardie e seguite da Ramfis,dai Ministri,
Sacerdoti, Capitani ecc)
IL RE:
Alta cagion v'aduna,
O fidi Egizi, al vostro Re d'intorno.
Dai confin d'Etiopia un Messaggero
Dianzi giungea; gravi novelle ei reca.
Vi piaccia udirlo... Il Messagger s'avanzi!
MESSAGGERO:
Il sacro suolo dell'Egitto è invaso
Dai barbari Etiopi. I nostri campi
Fur devastati... arse le messi... e baldi
Della facil vittoria, i predatori
Già marciano su Tebe!
RADAMÈS, IL RE, RAMFIS, SACERDOTI, MINISTRI, CAPITANI:
Ed osan tanto!
MESSAGGERO:
Un guerriero indomabile, feroce,
Li conduce: Amonasro.
RADAMÈS, IL RE, RAMFIS, SACERDOTI, MINISTRI, CAPITANI:
Il Re!
AIDA:
(Mio padre!)
MESSAGGERO:
Già Tebe è in armi e dalle cento porte
Sul barbaro invasore
Proromperà, guerra recando e morte.
IL RE:
Sì: guerra e morte il nostro grido sia!
RAMFIS:
Guerra!
RAMFIS, RADAMÈS, SACERDOTI, MINISTRI, CAPITANI:
Guerra! Guerra! Tremenda, inesorata!
IL RE:
(accostandosi a Radamès)
Iside venerata
Di nostre schiere invitte
Già designava il condottier supremo:
Radamès!
AIDA, AMNERIS, MINISTRI, CAPITANI:
Radamès!
RADAMÈS:
Ah! Sien grazie at Numi!
Son paghi i voti miei!
AMNERIS:
(Ei duce!)
AIDA:
(Io tremo!)
MINISTRI, CAPITANI:
Radamès! Radamès! Radamès! Radamès!
IL RE:
Or di Vulcano al tempio
Muovi, o guerrier. Le sacre
Armi ti cingi e alla vittoria vola.
Su! del Nilo al sacro lido
Accorrete, Egizi eroi;
D'ogni cor prorompa il grido:
Guerra e morte, morte allo stranier!
RAMFIS:
Gloria ai Numi! Ognun rammenti
Ch'essi reggono gli eventi,
Che in poter de'Numi solo
Stan le sorti del guerrier
Ognun rammenti
Che in poter dei Numi, de'Numi solo
Stan le sorti del guerrier!
MINISTRI, CAPITANI:
Su! del Nilo al sacro lido
Sian barriera i nostri petti;
Non echeggi che un sol grido:
Guerra, guerra e morte allo stranier!
IL RE:
Su! su! del Nilo al sacro lido
Accorrete, Egizi eroi;
Da ogni cor prorompa un grido:
Guerra e morte allo stranier!
AIDA:
(Per chi piango? Per chi prego?
Qual poter m'avvince a lui!
Deggio amarlo ed è costui
Un nemico, uno stranier!)
RADAMÈS:
Sacro fremito di gloria
Tutta l'anima m'investe.
Su! corriamo alla vittoria!
Guerra e morte allo stranier!
AMNERIS:
(a Radamès)
Di mia man ricevi, o duce,
Il vessillo glorioso;
Ti sia guida, ti sia luce
Della gloria sul sentier.
IL RE:
Su! del Nilo al sacro lido,
Accorrete, Egizi eroi; ecc.
RAMFIS, SACERDOTI:
Gloria ai Numi! Ognun rammenti, ecc.
MINISTRI, CAPITANI:
Su! del Nilo al sacro lido
Sian barriera i nostri petti, ecc.
RADAMÈS E MESSAGGERO:
Su! corriamo, su!
Corriamo alla vittoria!
AMNERIS:
Ti sia guida, ti sia luce
Della gloria sul sentier.
AIDA:
(Per chi piango? Per chi prego?)
IL RE E RAMFIS:
Guerra!
SACERDOTI, MINISTRI, CAPITANI:
Guerra! Guerra! Guerra!
AIDA:
(Deggia amarlo, e veggo in lui
Un nemico, uno stranier!)
TUTTI GLI ALTRI
Guerra! Guerra! Stermino all'invasor!
AMNERIS:
(a Radamès)
Ritorna vincitor!
TUTTI:
Ritorna vincitor!
(Escono tutti, meno Aida)
AIDA:
Ritorna vincitor!... E dal mio labbro
Uscì l'empia parola! Vincitor
Del padre mio... di lui che impugna l'armi
Per me... per ridonarmi
Una patria, una reggia, e il nome illustr
Che qui celar m'è forza. Vincitor
De' miei fratelli... ond'io lo vegga, tinto
Del sangue amato, trionfar nel plauso
Dell'Egize coorti! E dietro il carro,
Un Re... mio padre... di catene avvinto!
L'insana parola,
O Numi, sperdete!
Al seno d'un padre
La figlia rendete;
Struggete le squadre
Dei nostri oppressor! Ah!
Sventurata che dissi?... e l'amor mio?
Dunque scordar poss'io
Questo fervido amore che, oppressa e schiava,
Come raggio di sol qui mi beava?
Imprecherò la morte
A Radamès... a lui ch'amo pur tanto?
Ah! non fu in terra mai
Da più crudeli angosce un core affranto.
I sacri nomi di padre, d'amante
Né profferir poss'io, né ricordar;
Per l'un... per l'altro... confusa, tremante,
Io piangere vorrei, vorrei pregar.
Ma la mia prece in bestemmia si muta...
Delitto è il pianto a me, colpa il sospir...
In notte cupa la mente è perduta,
E nell'ansia crudel vorrei morir.
Numi, pietà del mio soffrir!
Speme non v'ha pel mio dolor.
Amor fatal, tremendo amor,
Spezzami il cor, fammi morir!
Numi, pietà del mio soffrir! ecc.
ATTO I
SCENA II
Interno del tempio di Vulcano a Menfi
Una luce misteriosa scende dall'alto.
Una lunga fila di colonne, l'una all'altra addossate, si perde fra le tenebre.
Statue di varie Divinità. Nel mezzo della scena, sovra un palco coperto di
tappeti,
sorge l'altare sormontato da emblemi sacri. Dai tripodi d'oro s'innalza il fumo
degli incensi.
Sacerdoti e Sacerdotesse, Ramfis ai piedi dell'altare
SACERDOTESSA:
(nell'interno)
Possente, possente Fthà, del mondo
Spirito animator, ah!
SACERDOTESSA, SACERDOTESSE:
(nell'interno)
Noi t'invochiamo!
RAMFIS, SACERDOTI:
Tu che dal nulla hai tratto
L'onde, la terra, il ciel.
Noi t'invochiamo!
SACERDOTESSA:
Immenso, immenso Fthà, del mondo
Spirito fecondator, ah!
SACERDOTESSA, SACERDOTESSE:
Noi t'invochiamo!
RAMFIS, SACERDOTI:
Nume che del tuo spirito
Sei figlio e genitor,
Noi t'invochiamo!
SACERDOTESSA:
Fuoco increato, eterno.
Onde ebbe luce il sol, ah!
SACERDOTESSA, SACERDOTESSE:
Noi t'invochiamo!
RAMFIS, SACERDOTI:
Vita dell'universo,
Mito d'eterno amor,
Noi t'invochiam!
SACERDOTESSE:
Immenso Fthà!
RAMFIS, SACERDOTI:
Noi t'invochiam!
(Danza sacra delle Sacerdotesse)
(Radamès viene introdotto senz'armi.
Mentre va all'altare, le Sacerdotesse eseguono la danza sacra.
Sul capo di Radamès viene steso un velo d'argento)
SACERDOTESSE:
Immenso Fthà!
RAMFIS, SACERDOTI:
Noi t'invochiam!
RAMFIS:
(a Radamès)
Mortal, diletto ai Numi, a te fidate
Son d'egitto le sorti. Il sacro brando
Dal Dio temprato, per tua man diventi
Ai nemici terror, folgore, morte.
SACERDOTI:
Il sacro brando
Dal Dio temprato, ecc.
RAMFIS:
... folgore, morte,
(volgendosi al Nume)
Nume, custode e vindice
Di questa sacra terra.
La mano tua distendi
Sovra l'egizio suol.
RADAMÈS:
Nume, che duce ed arbitro
Sei d'ogni umana guerra,
Proteggi tu, difendi
D'egitto il sacro suol.
SACERDOTI:
Nume, custode e vindice.
Di questa sacra terra, ecc.
RAMFIS:
Nume, custode ed arbitro
Di questa sacra terra, ecc.
RADAMÈS:
Proteggi tu, difendi.
D'egitto il sacro suol.
(Mentre Radamès viene investito delle armi sacre, le Sacerdotesse ed i
Sacerdoti reprendono l'Inno religioso e la mistica danza)
SACERDOTESSE:
Possente Fthà,
Del mondo creator, ah!
Possente Fthà,
Spirito animator,
Spirito fecondator,
Immenso Fthà!
RADAMÈS:
Possente Fthà,
Spirito fecondator,
Tu che dal nulla
Hai tratto il mondo,
Noi t'invochiamo,
Noi t'invochiam,
Immenso Fthà!
RAMFIS:
Possente Fthà,
Spirito fecondator,
Tu che dal nulla
Hai tratto il mondo,
Tu che dal nulla hai tratto
L'onde, la terra, il cielo,
Noi t'invochiamo,
Noi t'invochiam.
Immenso Fthà!
SACERDOTI:
Possente Fthà,
Spirito fecondator,
Tu che dal nulla hai tratto
L'onde, la terra, il cielo,
Noi t'invochiamo,
Noi t'invochiam.
Immenso Fthà!
ATTO II
SCENA I
Una sala nell'appartamento di Amneris
Amneris circondata dalle schiave che l'abbigliano per la festa trionfale.
Dai tripodi si eleva il profumo degli aromi.
Giovani schiavi mori danzando agitano i ventagli di piume.
Amneris circondata dalle schiave che l'abbigliano per la festa trionfale.
SCHIAVE:
Chi mai fra gl'inni e i plausi
Erge alla gloria il vol.
Al par d'un Dio terribile,
Fulgente al par del sol!
Vieni: sul crin ti piovano
Contesti al lauri i fior:
Suonin di gloria i cantici
Coi cantici d'amor.
AMNERIS:
(Ah! Vieni, amor mio, m'inebria,
Fammi beato il cor!)
SCHIAVE:
Or dove son le barbare
Orde dello stranier?
Siccome nebbia sparvero
Al soffio del guerrier.
Vieni: di gloria il premio
Raccogli, o vincitor;
T'arrise la vittoria,
T'arriderà l'amor.
AMNERIS:
(Ah! Vieni, amor mio, ravvivami
D'un caro accento ancor!)
[Danza di piccoli schiavi mori]
SCHIAVE:
Vieni: sul crin ti piovano
Contesti ai lauri i fior;
Suonin di gloria i cantici
Coi cantici d'amor.
AMNERIS:
(Ah! vieni, amor mio, m'inebria,
Fammi beato il cor!)
Silenzio! Aida verso noi s'avanza...
Figlia de'vinti, il suo dolor m'è sacro.
(Ad un cenno di Amneris, le schiave si allontanano.Entra Aida portando la
corona)
AMNERIS:
Nel rivederla, il dubbio
Atroce in me si desta...
Il mistero fatal si squarci alfine!
(ad Aida, con simulata amorevolezza)
Fu la sorte dell'armi a'tuoi funesta,
Povera Aida! Il lutto
Che ti pesa sul cor teco divido,
lo son l'amica tua...
Tutto da me tu avrai... Vivrai felice!
AIDA:
Felice esser poss'io
Lungi dal suol natio, qui dove ignota
M'è la sorte del padre e dei fratelli?
AMNERIS:
Ben ti compagnio! pure hanno un confine
I mali di quaggiù... Sanerà il tempo
Le angosce del tuo core,
E più che il tempo, un Dio possente... Amore!
AIDA:
(Amore, amore! Gaudio, tormento,
Soave ebbrezza, ansia crudel!
Ne' tuoi dolori la vita io sento,
Un tuo sorriso mi schiude il ciel)
AMNERIS:
(guardando Aida fissamente)
(Ah, quel pallore... quel turbamento
Svelan l'arcana febbre d'amor.
D'interrogarla quasi ho sgomento,
Divido l'ansie del suo terror)
(ad Aida)
Ebben: qual nuovo fremito
T'assal, gentil Aida?
I tuoi segreti svelami,
All'amor mio t'affida.
Tra i forti che pugnarono
Della tua patria a danno.
Qualcuno... un dolce affanno
Forse... a te in cor destò?
AIDA:
Che parli?
AMNERIS:
A tutti barbara
Non si mostrò la sorte
Se in campo il duce impavido
Cadde trafitto a morte...
AIDA:
Che mai dicesti! Misera!
AMNERIS:
Sì... Radamès da'tuoi
Fu spento...
AIDA:
Misera!
AMNERIS:
E pianger puoi?
AIDA:
Per sempre io piangerò!
AMNERIS:
Gli Dei t'han vendicata.
AIDA:
Avversi sempre
A me furo i Numi.
AMNERIS:
Trema! In cor ti lessi...
Tu l'ami...
AIDA:
Io!
AMNERIS:
Non mentire!
Un detto ancora e il vero
Saprò. Fissami in volto...
Io t'ingannava... Radamès vive!
AIDA:
Vive!
Ah, grazie, o Numi!
AMNERIS:
E ancor mentir tu speri?
Sì, tu l'ami! Ma l'amo
Anch'io, intendi tu? Son tua rivale,
Figlia dei Faraoni.
AIDA:
Mia rivale!
Ebben sia pure... Anch'io
Son tal...
(reprimendosi)
Ah! Che dissi mai? Pietà, perdono! Ah!
Pietà ti prenda del mio dolor.
è vero, io l'amo d'immenso amor.
Tu sei felice, tu sei possente,
Io vivo solo per questo amor!
AMNERIS:
Trema, vil schiava! Spezza il tuo core;
Segnar tua morte può quest'amore;
Del tuo destino arbitra sono,
D'odio e vendetta le furie ho in cor.
AIDA:
Tu sei felice, tu sei possente.
Io vivo solo per questo amor!
Pietà ti prenda del mio dolor!
AMNERIS:
Trema, vil schiava! Spezza il tuo core.
Del tuo destino arbitra son.
D'odio e vendetta le furie ho in cor.
CORO:
(di fuori)
Su! del Nilo al sacro lido
Sien barriera i nostri petti;
Non echeggi che un sol grido:
Guerra e morte allo stranier!
AMNERIS:
Alla pompa che s'appresta,
Meco, o schiava, assisterai;
Tu prostrata nella povere,
Io sul trono, accanto al Re.
AIDA:
Ah pietà! Che più mi resta?
Un deserto è la mia vita;
Viva e regna, il tuo furore
Io tra breve placherò.
Quest'amore che t'irrita
Nella tomba io spegnerò.
AMNERIS:
Vien, mi segui, apprenderai
Se lottar tu puoi con me.
AIDA:
Ah! pietà!
Quest'amor
Nella tomba io spegnerò.
Pietà! pietà!
CORO:
Guerra e morte allo stranier!
AMNERIS:
... e apprenderai
Se lottar tu puoi con me.
CORO:
Guerra e morte allo stranier!
(Amneris esce)
AIDA:
Numi, pietà del mio martir,
Speme non v'ha pel mio dolor!
Numi, pietà del mio soffrir!
Numi, pietà, pietà, pietà!
ATTO II
SCENA II
Uno degli ingressi della città di Tebe
Sul davanti, un gruppo di palme.
A destra, il tempio di Ammone. A sinistra, un trono sormontato da un baldacchino
di porpora.
Nel fondo, una porta trionfale. La scena è ingombra di popolo.
Entra il Re, seguito dai Ministri, Sacerdoti, Capitani, Flabelliferi, Porta
insegne ecc.
Quindi Amneris con Aida e Schiave. Il Re va a sedere sul trono.
Amneris prende posto alla sinistra del Re
POPOLO:
Gloria all'Egitto, ad Iside
Che il sacro suol protegge!
Al Re che il Delta regge
Inni festosi alziam!
Gloria! Gloria! Gloria!
Gloria al Re!
DONNE:
S'intrecci il loto al lauro
Sul crin dei vincitori!
Nembo gentil di fiori
Stenda sull'armi un vel.
Danziam, fanciulle egizie,
Le mistiche carole,
Come d'intorno al sole
Danzano gli astri in ciel!
RAMFIS, SACERDOTI:
Della vittoria agl'arbitri
Supremi il guardo ergete;
Grazie agli Dei rendete
Nel fortunato dì.
POPOLO:
Come d'intorno al sole
Danzano gli astri in ciel!
Inni festosi alziam al Re,
Alziamo al Re.
RAMFIS, SACERDOTI:
Grazie agli Dei rendete
Nel fortunato dì.
(Marcia)
(Le truppe Egizie, precedute dalle fanfare, sfilano dinanzi al Re. Seguono i
carri di guerra le insegne, i vasi sacri, le statue degli Dei)
(Ballabile)
(Un drappello di danzatrici che recano i tesori dei vinti)
POPOLO:
Vieni, o guerriero vindice,
Vieni a gioir con noi;
Sul passo degli eroi
I lauri, i fior versiam!
Gloria al guerrier, gloria!
Gloria all'egitto, gloria!
RAMFIS, SACERDOTI:
Agli arbitri supremi
Il guardo ergete;
Grazie agli Dei rendete
Nel fortunato dì.
(Entra Radamès, sotto un baldacchino da dodici ufficiali)
IL RE:
(che scende dal trono per abbracciare Radamès)
Salvator della patria io ti saluto.
Vieni, e mia figlia di sua man ti porga
Il serto trionfale.
(Radamès s'inchina davanti ad Amneris che gli porge la corona)
Ora, a me chiedi
Quanto più brami. Nulla a te negato
Sarà in tal dì; lo giuro
Per la corona mia, pei sacri Numi.
RADAMÈS:
Concedi in pria che innanzi a te sien tratti
I prigionier.
(Entrano, fra le Guardie, i prigionieri Etiopici, ultimo Amonasro, vestito da
ufficiale)
RAMFIS, SACERDOTI:
Grazie agli Dei rendete
Nel fortunato dì.
AIDA:
Che veggo!... Egli!... Mio padre!
TUTTI:
Suo padre!
AMNERIS:
In poter nostro!
AIDA:
(abbracciando il padre)
Tu! prigionier!
AMONASRO:
(piano ad Aida)
Non mi tradir!
IL RE:
(ad Amonasro)
T'appressa...
Dunque tu sei?...
AMONASRO:
Suo padre. Anch'io pugnai...
Vinti noi fummo, morte invan cercai.
Quest'assisa ch'io vesto vi dica
Che il mio Re, la mia patria ho difeso;
Fu la sorte a nostr'armi nemica,
Tornò vano dei forti l'ardir.
Al mio piè nella polve disteso
Giacque il Re da più colpi trafitto;
Se l'amor della patria è delitto
Siam rei tutti, siam pronti a morir!
(volgendosi al Re, con accento supplichevole)
Ma tu, Re, tu signore possente,
A costoro ti volgi clemente;
Oggi noi siam percossi dal fato,
Ma doman voi potria il fato colpir.
AIDA:
Ma tu, Re, tu signore possente,
A costoro ti volgi clemente, ecc.
SCHIAVE, PRIGIONIERI:
Sì, dai Numi percossi noi siamo,
Tua pietà, tua clemenza imploriamo;
Ah! giammai di soffrir vi sia dato
Ciò che in oggi n'è dato soffrir!
AMONASRO:
Ah! doman voi potria il fato colpir.
RAMFIS, SACERDOTI:
Struggi, o Re, queste ciurme feroci,
Chiudi il core alle perfide voci;
Fur dai Numi votati alla morte,
Or de'Numi si compia il voler!
AIDA, SCHIAVE, PRIGIONIERI:
Pietà!
AIDA:
Ma tu, o Re, signor possente,
A costoro ti volgi clemente;
Oggi noi siam percossi dal fato,
Ma doman voi potria il fato colpir.
AIDA:
Ma tu, Re, tu signore possente,
A costoro ti volgi clemente, ecc.
SCHIAVE, PRIGIONIERI:
Sì, dai Numi percossi noi siamo,
Tua pietà, tua clemenza imploriamo;
Ah! giammai di soffrir vi sia dato
Ciò che in oggi n'è dato soffrir!
AMONASRO:
Ah! doman voi potria il fato colpir.
RAMFIS, SACERDOTI:
Struggi, o Re, queste ciurme feroci,
Chiudi il core alle perfide voci;
Fur dai Numi votati alla morte,
Or de' Numi si compia il voler!
AIDA, SCHIAVE, PRIGIONIERI:
Pietà!
AIDA:
Ma tu, o Re, signor possente,
A costoro ti mostra clemente.
AMNERIS:
(Quali sguardi sovr'essa ha rivolti!
Di qual fiamma balenano i volti!)
IL RE:
Or che fausti ne arridon gli eventi
A costoro mostriamci clementi.
SCHIAVE, PRIGIONIERI:
Tua pietade, tua clemenza imploriamo,
Ah, pietà! pietà!
POPOLO:
Sacerdoti, gli sdegni placate,
L'umil prece ascoltate.
RAMFIS, SACERDOTI:
A morte! a morte! a morte!
O Re, struggi queste ciurme.
AMONASRO:
Oggi noi siam percossi dal fato,
Voi doman potria il fato colpir.
RADAMÈS:
(fissando Aida)
(Il dolor che in quel volto favella
Al mio sguardo la rende più bella;
Ogni stilla del pianto adorato
Nel mio petto ravviva l'amor)
AMNERIS:
(Quali sguardi sovr'essa ha rivolti!
Di qual fiamma balenano i volti!
Ed io sola, avvilita, reietta?
La vendetta mi rugge nel cor)
AMONASRO:
Tua pietà, tua clemenze imploriamo, ecc.
IL RE:
Or che fausti ne arridon gli eventi
A costoro mostriamci clementi;
La pietà sale ai Numi gradita
E rafferma de'prenci il poter.
AIDA:
Tua pietà imploro...
Oggi noi siam percossi,
Doman voi potria il fato colpir.
SCHIAVE, PRIGIONIERI:
Pietà, pietà, ah pietà!
Tua clemenza imploriam.
Tua pietade, tua clemenza invochiamo.
POPOLO:
Sacerdoti, gli sdegni placate.
L'umil prece de'vinti ascoltate;
Pietà!
RAMFIS, SACERDOTI:
Si compisca dei Numi il voler!
Struggi, o Re, queste ciurme feroci.
Fur dai Numi votati alla morte,
Si compisca de' Numi il voler!
AIDA:
Ma tu, o Re, tu signore possente, ecc.
RADAMÈS:
(Il dolor la rende più bella, ecc)
AMONASRO:
Ma tu, o Re, tu signore possente, ecc.
IL RE:
La pietà sale ai Numi gradita, ecc.
SCHIAVE, PRIGIONIERI:
Sì, dai Numi percossi noi siamo, ecc.
RAMFIS, SACERDOTI:
Struggi, o Re, queste ciurme feroci, ecc.
POPOLO:
E tu, o Re possente, tu forte,
A clemenza dischiudi il pensier.
AMNERIS:
(Ed io sola, avvilita, ecc)
RADAMÈS:
O Re: pei sacri Numi,
Per lo splendor della tua corona,
Compier giurasti il voto mio.
IL RE:
Giurai.
RADAMÈS:
Ebbene: a te pei prigionieri Etiopi
Vita domando e libertà.
AMNERIS:
(Per tutti!)
SACERDOTI:
Morte ai nemici della patria!
POPOLO:
Grazia
Per gli infelici!
RAMFIS:
Ascolta o Re. Tu pure,
Giovine eroe, saggio consiglio ascolta:
Son nemici e prodi sono;
La vendetta hanno nel cor,
Fatti audaci dal perdono
Correranno all'armi ancor!
RADAMÈS:
Spento Amonasro, il re guerrier, non resta
Speranza ai vinti.
RAMFIS:
Almeno,
Arra di pace e securtà, fra noi
Resti col padre Aida.
IL RE:
Al tuo consiglio io cedo.
Di securtà, di pace un miglior pegno
Or io vo'darvi: Radamès, la patria
Tutto a te deve. D'Amneris la mano
Premio ti sia. Sovra l'egitto un giorno
Con essa regnerai.
AMNERIS:
(Venga la schiava,
Venga a rapirmi l'amor mio... se l'osa!)
IL RE, POPOLO:
Gloria all'egitto, ad Iside.
Che il sacro suol difende,
S'intrecci il loto al lauro
Sul crin del vincitor!
SCHIAVE, PRIGIONIERI:
Gloria al clemente Egizio
Che i nostri ceppi ha sciolto.
Che ci ridona ai liberi
Solchi del patrio suol!
RAMFIS, SACERDOTI:
Inni leviamo ad Iside
Che il sacro suol difende!
Preghiam che i fati arridano
Fausti alla patria ognor.
AIDA:
(Qual speme omai più restami?
A lui la gloria, il trono,
A me l'oblio... le lacrime
D'un disperato amor)
RADAMÈS:
(Davverso Nume il folgore
Sul capo mio discende.
Ah no! d'egitto il soglio
Non val d'Aida il cor)
AMNERIS:
(Dall'inatteso giublio
Inebriata io sono;
Tutti in un dì si compiono
I sogni del mio cor)
RAMFIS:
Preghiam che i fati arridano
Fausti alla patria ognor.
IL RE, POPOLO:
Gloria... ad Iside!
AMONASRO:
(ad Aida)
Fa cor: della tua patria
I lieti eventi aspetta;
Per noi della vendetta
Già prossimo è l'albor.
RADAMÈS:
(Qual inattesa folgore
Su capo mio discende! Ah!
Ah no! d'egitto il trono
Non val d'Aida il cor.
... d'egitto il suol
Non val d'Aida il cor.
... d'egitto il soglio
Non val d'Aida il cor)
AMNERIS:
(Tutte in un dì si compiono
Le gioie del mio cor.
Ah! dall'inatteso guadio
Inebriata io sono)
AMONASRO:
Fa cor: la tua patria
I lieti eventi aspetta; ecc.
IL RE, POPOLO:
Gloria, all'egitto! ad Iside, ecc.
RAMFIS, SACERDOTI:
Inni leviamo ad Iside, ecc.
AIDA:
(A me l'oblio, le lacrime.
Ah! qual speme omai più restami?
A lui la gloria, il trono,
A me l'oblio, le lacrime
D'un disperato amor)
SCHIAVE, PRIGIONIERI:
Gloria al clemente Egizio, ecc.
ATTO III
Le rive del Nilo
Rocce di granito fra cui crescono palmizi. Sul vertice delle rocce il tempio d'Iside per metà nascota tra le fronde. è notte stellata. Splendore di luna
SACERDOTESSE, SACERDOTI:
(nel tempio)
O tu che sei d'Osiride
Madre immortale e sposa,
Diva che i casti palpiti
Desti agli umani in cor,
Soccorri a noi pietosa,
Madre d'immenso amor.
(Da una barca che approda alla riva discendono Amneris, Ramfis, alcune donne
coperte da fitto velo e Guardie)
RAMFIS:
(ad Amneris)
Vieni d'Iside al tempio: all vigilia
Delle tue nozze, invoca
Della Diva il favore. Iside legge
De' mortali nel core; ogni mistero
Degli umani a lei è noto.
AMNERIS:
Sì; io pregherò che Radamès mi doni
Tutto il suo cor, come il mio cor a lui
Sacro è per sempre.
RAMFIS:
Andiamo.
Pregherai fino all'alba; io sarò teco.
(Tutti entrano nel tempio)
SACERDOTESSE, SACERDOTI:
Soccorri a noi pietosa,
Madre d'immenso amor.
AIDA:
(entra cautamente)
Qui Radamès verrà!... Che vorrà dirmi?
Io tremo... Ah! se tu vieni
A recarmi, o crudel, l'ultimo addio,
Del Nilo i cupi vortici
Mi daran tomba... e pace forse, e oblio.
O patria mia, mai più ti revedrò!
O cieli azzurri, o dolci aure native,
Dove sereno il nio mattin brillò,
O verdi colli, o profumate rive,
O patria mia, mai più ti revedrò!
O fresche valli, o queto asil beato,
Che un dì promesso dall'amor mi fu;
Or che d'amore il sogno è dileguato,
O patria mia, non ti vedrò mai più!
(Entra Amonasro)
Ciel! mio padre!
AMONASRO:
A te grave cagion
M'adduce, Aida. Nulla sfugge al mio
Sguardo. D'amor ti struggi
Per Radamès... ei t'ama... qui lo attendi.
Dei Faraon la figlia è tua rivale...
Razza infame, aborrita e a noi fatale!
AIDA:
E in suo potere io sto! Io, d'Amonasro
Figlia!
AMONASRO:
In poter di lei! No!... se lo brami
La possente rival tu vincerai,
E patria, e trono, e amor, tutto tu avrai.
Rivedrai le foreste imbalsamate,
Le fresche valli, i nostri templi d'or.
AIDA:
Rivedrò le foreste imbalsamate,
Le fresche valli, i nostri templi d'or.
AMONASRO:
Sposa felice a lui che amasti tanto,
Tripudii immensi ivi potrai gioir.
AIDA:
Un giorno solo dì si dolce incanto,
Un'ora, un'ora di tal gioia, e poi morir!
AMONASRO:
Pur rammenti che a noi l'egizio immite,
Le case, i templi, e l'are profanò,
Trasse in ceppi le vergini rapite;
Madri, vecchi, fanciulli ei trucidò.
AIDA:
Ah! ben rammento quegl'infausti giorni!
Rammento i lutti che il mio cor soffrì.
Deh! fate, o Numi, che per soi ritorni
L'alba invocata de'sereni dì.
AMONASRO:
Rammenta...
Non fia che tardi. In armi ora si desta
Il popol nostro, tutto è pronto già.
Vittoria avrem... Solo a saper mi resta.
Qual sentier il nemico seguirà.
AIDA:
Chi scoprirlo potria? Chi mai?
AMONASRO:
Tu stessa!
AIDA:
Io!
AMONASRO:
Radamès so che qui attendi... Ei t'ama...
Ei conduce gli Egizi... Intendi?...
AIDA:
Orrore!
Che mi consigli tu? No! no! giammai!
AMONASRO:
(con impeto selvaggio)
Su, dunque! sorgete,
Egizie coorti!
Col fuoco struggete
Le nostre città.
Spargete il terrore.
Le stragi, la morte...
Al vostro fuore
Più freno non v'ha.
AIDA:
Ah padre! padre!...
AMONASRO:
Mia figlia
Ti chiami!
AIDA:
Pietà! Pietà! Pietà!
AMONASRO:
Flutti di sangue scorrono
Sulle città dei vinti.
Vedi? Dai negri vortici
Si levano gli estinti.
Ti additan essi e gridano:
Per te la patria muor!
AIDA:
Pietà! Pietà, padre, pietà!
AMONASRO:
Una larva orribile
Fra l'ombre a noi s'affaccia.
Trema! le scarne braccia...
AIDA:
Ah!
AMONASRO:
Sul capo tuo levò...
AIDA:
Padre!
AMONASRO:
Tua madre ell'è...
AIDA:
Ah!
AMONASRO:
... ravvisala...
AIDA:
No!
AMONASRO:
Ti maledice...
AIDA:
(nel massimo terrore)
Padre, pietà! pietà!
AMONASRO:
(respingendola)
Non sei mia figlia!
Dei Faraoni tu sei la schiava!
AIDA:
Ah! Pietà, pietà! pietà!
Padre, a costoro schiava non sono...
Non maledirmi... non imprecarmi;
Ancor tua figlia potrai chiamarmi,
Della mia patria degna sarò.
AMONASRO:
Pensa che un popolo, vinto, straziato,
Per te soltanto risorger può...
AIDA:
O patria! o patria, quanto mi costi!
AMONASRO:
Coraggia! ei giunge... là tutto udrò.
(Si nasconde fra i palmizi)
RADAMÈS:
(entrando)
Pur ti riveggo, mia dolce Aida...
AIDA:
T'arresta, vanne... che speri ancor?
RADAMÈS:
A te d'appresso l'amor mi guida.
AIDA:
Te i riti attendono d'um altro amor.
D'Amneris sposo...
RADAMÈS:
Che parli mai?
Te sola, Aida, te deggia amar.
Gli Dei m'ascoltano, tu mia sarai.
AIDA:
D'uno spergiuro non ti macchiar!
Prode t'amai, non t'amerei spergiuro.
RADAMÈS:
Dell'amor mio dubiti, Aida?
AIDA:
E come
Speri sottrarti d'Amneris ai vezzi,
Del Re Al voler, del tuo popolo ai voti,
Dei Sacerdoti all'ira?
RADAMÈS:
Odimi, Aida.
Nel fiero anelito di nuova guerra
Il suolo Etiope si ridestò;
I tuoi già invadono la nostra terra,
Io degli Egizi duce sarò.
Fra il suon, fra i plausi della vittoria,
Al Re mi prostro, gli svelo il cor;
Sarai tu il serto della mia gloria,
Vivrem beati d'eterno